Il 16 novembre potrebbe diventare la Giornata internazionale della Dieta Mediterranea. È quanto prevede una risoluzione presentata formalmente dalla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, con l’obiettivo di un’adozione da parte dell’Assemblea Generale entro la prima metà di dicembre.
La proposta italiana alle Nazioni Unite
«La dieta mediterranea è molto di più di un regime alimentare, è un vero e proprio stile di vita apprezzato internazionalmente, che racchiude un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni – ha spiegato il Rappresentante Permanente italiano a New York, ambasciatore Maurizio Massari –. Con l’istituzione della Giornata vogliamo promuovere globalmente l’esempio ed il modello della dieta mediterranea a sostegno di sistemi alimentari sostenibili, salutari, rispettosi dell’ambiente e dei territori».
L’iniziativa si inserisce nel percorso di impegno italiano per la trasformazione dei sistemi agroalimentari globali. Dopo aver ospitato a Roma nel 2021 il primo Vertice sui Sistemi Alimentari delle Nazioni Unite, l’Italia ha co-organizzato quest’anno con l’Etiopia il Vertice ONU+4 (UNFSS+4).
La risoluzione per l’istituzione della Giornata è sostenuta da un ampio gruppo di Paesi del Mediterraneo: Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Libano, Marocco, Portogallo, San Marino, Spagna e Tunisia.
Un patrimonio già riconosciuto da UNESCO e FAO
Dal novembre 2010, la Dieta Mediterranea è iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Lo scorso luglio anche la FAO ha approvato una risoluzione per istituire ufficialmente la Giornata Internazionale dedicata.
Origini e significato della Dieta Mediterranea
La denominazione “Dieta Mediterranea” è relativamente recente: fu coniata negli anni Settanta dagli scienziati americani Ancel e Margaret Keys, che studiarono le abitudini alimentari e sociali delle popolazioni del Sud Italia, in particolare del Cilento, di Napoli, della Calabria, della Sardegna e delle Marche.
Le loro ricerche dimostrarono come la longevità e la salute cardiovascolare di queste comunità derivassero da uno stile di vita equilibrato, legato al territorio e alla convivialità. La parola “dieta”, dal greco diaìta (stile di vita), venne associata al prestigio delle civiltà del Mediterraneo, trasformandosi in un modello di salute, sostenibilità e creatività gastronomica riconosciuto a livello mondiale.
Più di un modello alimentare
Come sottolinea l’UNESCO, la Dieta Mediterranea è «molto più di un semplice elenco di alimenti o una tabella nutrizionale». È un modo di vivere che include la coltivazione, la pesca, l’allevamento, la conservazione e soprattutto la condivisione del cibo, momento di unione e identità per le comunità del bacino mediterraneo.
Valori come ospitalità, dialogo, rispetto del territorio e biodiversità si intrecciano in una cultura comunitaria che trova espressione anche nell’artigianato, nella ceramica, nella tessitura e nelle manifatture legate alla tavola. Un patrimonio che l’Italia intende ora celebrare e valorizzare a livello globale.





