«Von der Leyen uccide l’agricoltura»: Coldiretti oggi in piazza a Bruxelles contro i tagli UE

Coldiretti

Oggi Bruxelles è attraversata dalla protesta di migliaia di agricoltori di Coldiretti, scesi in piazza per contestare le scelte della Commissione europea e chiedere un’inversione di rotta sulle politiche agricole. Al centro della mobilitazione ci sono i tagli alla Politica agricola comune, giudicati una minaccia diretta alla produzione agroalimentare europea e alla sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini.

Prandini: “Una decisione irresponsabile che porta al tracollo”
Il presidente di Coldiretti Ettore Prandini attacca frontalmente la linea della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen. «Una decisione irresponsabile – ha dichiarato – che provocherà il tracollo della produzione agroalimentare europea», favorendo un aumento delle importazioni da Paesi extra UE. Secondo Prandini, «gli altri Paesi agiscono per salvaguardare le proprie produzioni, mentre l’Europa oggi è incapace di proteggere i suoi settori chiave».

“Così perdiamo competitività e unicità”
Nel mirino della protesta c’è il piano finanziario europeo e il taglio trasversale di circa 90 miliardi di euro alle risorse, che colpisce anche agricoltura, innovazione e ricambio generazionale. «Se tagliamo le risorse a favore dell’innovazione in agricoltura e del ricambio generazionale – ha spiegato Prandini – mentre tutti gli altri Paesi nel mondo investiranno di più, noi perderemo quell’elemento di unicità e di competizione che fino ad oggi siamo riusciti a salvaguardare». Una scelta che, secondo Coldiretti, rende l’Europa «assolutamente miope rispetto a ciò che oggi l’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano come opportunità di crescita e sviluppo».

Mercosur e reciprocità mancata
Un altro punto centrale della mobilitazione riguarda gli accordi di libero scambio, in particolare con il Mercosur. Coldiretti denuncia il rischio di un boom di importazioni da Paesi che non rispettano gli stessi standard europei. «Siamo favorevoli all’internazionalizzazione – ha chiarito Prandini – ma non possiamo accettare che quando sono gli altri a voler esportare nel contesto europeo non venga adottato un sistema basato sulla reciprocità». Per Coldiretti, senza regole uguali per tutti, la concorrenza diventa sleale e penalizza le imprese agricole europee.

“Meno tecnocrati, più politica”
La protesta di Bruxelles è anche una critica diretta alla governance europea. «Diversamente – ha affermato Prandini – è sempre una visione dove sono i burocrati a governare le decisioni europee e non la politica. Per noi questo è inaccettabile». Da qui l’invito alle istituzioni a «fare un bagno di umiltà» e a confrontarsi con il mondo produttivo e agricolo, anziché decidere senza ascolto.

Un settore che vale l’Europa
Nel ribadire le ragioni della mobilitazione, Prandini ha ricordato il peso dell’agroalimentare: solo in Italia l’intera filiera vale 707 miliardi di euro e occupa circa 4 milioni di persone. «Senza investimenti – ha concluso – perderemo competitività, innovazione e slancio vitale». Un messaggio che dalla piazza di Bruxelles mette al centro il futuro dell’agricoltura europea e del Made in Italy, chiedendo all’Unione di non sacrificare uno dei suoi pilastri strategici.

Condividi

Scopri il nuovo podcast
"Faccia a Faccia"

Fabio Salamida e Francesco Giubilei si confrontano ogni settimana sui temi più caldi dell’attualità italiana ed europea.